Siamo tutti sognatori

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angel in hand-adjustedLa felicità non ci viene semplicemente data. E nemmeno il successo. E, qualche volta, nemmeno la libertà di espressione o di seguire i propri sogni sono così ovvi. Sta ad ognuno di noi usare le risorse a disposizione per arrivare dove vogliamo, e molto spesso i nostri sogni superano le nostre risorse, o semplicemente chi non crede in noi ci scoraggia, o ancora noi ci sentiamo inadeguati e ci arrendiamo prima ancora di tentare.

Non ci sono scorciatoie per realizzare i sogni, solo impegno e ancora impegno e credere che il nostro sogno, per quanto insignificante, sia importante quanto qualsiasi altro: non ci sono sogni più meritevoli di altri, forse alcuni sono più popolari mentre altri hanno bisogno di venire compresi per essere sostenuti e condivisi.

Quando avevo 4 anni volevo diventare una scrittrice. Volevo raccontare storie alla mia maniera e far ridere i lettori, farli piangere, far sì che credessero nella magia. I miei genitori non mi hanno mai scoraggiata e anche se pensavano che le probabilità di successo fossero scarse, mi hanno permesso di dimostrare quello che sapevo fare. Mi hanno ascoltata e capita e hanno letto ogni singola parola che ho scritto dal giorno in cui ho imparato ad usare la penna.

Grazie a loro, non ho mai smesso di coltivare il mio sogno: ho cominciato a scrivere quando avevo 4 anni e a 7 ero già a quota tre racconti brevi ed un “libro”. Non erano storie particolarmente belle. Non ero una bambina prodigio. Non ero famosa. Non mi mantenevo grazie alla scrittura (certo che no, avevo 7 anni!). Ma ero felice in quella dimensione, facevo ciò che mi piaceva e per un bambino non c’è nulla di più bello.

A circa 13 anni ho cominciato a scrivere poesie, e ho trovato la mia vera direzione. Non solo la poesia mi piaceva, ma ero anche brava, e sono riuscita a vincere qualche concorso a livello regionale e nazionale. Eppure, la mia più grande soddisfazione veniva dalle mie stesse poesie: loro mi tiravano su di morale, mi davano sollievo e gioia…Mi hanno salvata. Ancora una volta ero felice ed ero io stessa la fautrice della mia felicità.

A quel punto, ho capito che ci sarebbe voluto molto di più della passione per diventare una scrittrice a livello professionale: era ora di decidere fra  una carriera nella scrittura o continuare sulla strada dell'”hobby”. In realtà, non è stata una vera decisone. Ho cominciato a scrivere perché mi faceva stare bene, mi piaceva guardare i miei mentre leggevano le mie storie, mi piacevano i complimenti dei miei amici quando mi dicevano che io sapevo dire le cose come loro non sarebbero mai riusciti. Non volevo diventare una scrittrice di professione, scrivevo solo perché amavo la sensazione di avere una penna in mano e poter creare interi mondi nei quali perdermi e far perdere i lettori. Il mio sogno era cambiato nel tempo ed era comunque ugualmente perfetto, proprio come lo era stato il primo giorno, quando avevo 4 anni. 

Appena ho posato lo sguardo sul lavoro di VM Productions ho capito che somiglia alla mia storia e in effetti alla storia di chiunque altro: è un sogno diventato progetto, e un progetto diventato produzione di film indipendenti attraverso sacrificio, impegno, decisioni difficili e tutto il complesso lavoro di realizzare film in generale. Ho capito che Vitaly Sumin è un sognatore proprio come tutti noi, ho visto come ha utilizzato le sue risorse per inseguire il sogno di scrivere e dirigere film creativi e non convenzionali ispirati a capolavori letterari. Molti altri hanno deciso di condividere quel sogno  e di lavorare con Vitaly Sumin per dar vita a questo progetto…Ed eccolo, più vero che mai.

VM Productions mi ha ispirata perché ho trovato me stessa in loro: non è un mondo dorato e nemmeno perfetto, bensì un sogno privo di corruzione che un uomo e il suo team hanno trasformato in realtà: anche se noi “gente normale” pensiamo spesso che il mondo del cinema sia intoccabile, questo non lo è: è possibile ed è così vicino a noi, alla vita quotidiana, alla bellissima imperfezione che appartiene a noi e a tutte le nostre storie…Dateci un’occhiata, capirete cosa intendo: http://www.dostoevsky-bts.com/index.html

Buona giornata, a presto!

Anna

Anna Baldissera

Creativity, enthusiasm and kindness are my driving force. I am what I do, therefore you can call me a student, a translator, an interpreter, a cook, a singer, a poet, a blogger, a volunteer...But most of all I am a small town girl who loves travelling and meeting people and writing stories and being happy. I believe everyone has the opportunity to change the world for the better and I commit to this belief every single day trying to be kind and generous and optimistic and committing to this with all of my skills and willpower.

DOSTOYEVSKY IN PRISON

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